Manoscritto cartaceo risalente al XVIII secolo, contenente la pregevole traduzione in endecasillabi di Lucrezio, realizzata da Alessandro Marchetti. Composto da oltre 300 pagine, il volume misura 264 x 192 mm e presenta una scrittura elegante di un'unica mano in calligrafica cancelleresca. La legatura, coeva, è in piena pergamene rigida con titolo applicato al dorso su tassello.
La traduzione di Marchetti, eseguita tra il 1664 e il 1668, riflette un'operazione editorialmente complessa, volta a conciliarsi con il contesto culturale dell'epoca, interpretando e 'edulcorando' le immagini talvolta ritenute empie della poesia filosofica di Lucrezio. Nonostante la qualità della traduzione e l'importanza dell'opera, un decreto dell'Indice di Roma ne vietò la diffusione. Questo esemplare si presenta in ottimo stato di conservazione, esaltando la valenza storica e letteraria dell'opera tradotta.