Lucio Battisti, “Prigioniero del mondo” (1968). Opera realizzata con tecnica “olio su tavola”, su supporto in legno, con dimensioni 92×82 cm e datazione indicata al 1968. La composizione presenta un’immaginaria voragine costruita secondo una lettura simbolica riferita alle paure e alle debolezze dell’uomo, con una galleria scavata che viene descritta come capace di riportare alla luce materiali diversi. Il titolo e la datazione sono riportati come parte dell’identificazione dell’opera.
Dal punto di vista iconografico, la scena viene impostata come un passaggio tra piani e profondità, con l’idea di una struttura scavata che consente il recupero di elementi eterogenei, secondo una narrazione visiva articolata. Le caratteristiche esecutive sono coerenti con una pittura su tavola di impianto figurativo, impostata su forti contrasti e su una costruzione dell’immagine per stratificazioni e valori cromatici. È indicata la presenza di firma in basso a destra, “BATTISTI”, come elemento di attribuzione. L’opera risulta inserita in una cornice.
Stato di conservazione: “VENDUTO”. Non sono fornite ulteriori informazioni tecniche aggiuntive riguardanti restauri o interventi conservativi. Sono riportate indicazioni di esposizione in ambito museale (Roma, settembre 2011) nella mostra “Battisti, il tratto delle emozioni”, a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.