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di confronto: C.G. Bulgari, Argentieri, gemmari e orafi d'Italia, volume primo, Roma, 1980, p. 40, n. 177 V. Donaver-R. Dabbene, Argenti italiani del Settecento, punzoni di garanzia, punzoni degli argentieri, Milano, 2000, p. 209, n. 1649 Giuseppe Agricola nacque da una famiglia tedesca. Il cognome Agricola è la traduzione dal tedesco del nome Bauer. La sua attività è testimoniata dal 1739, anno in cui è documentato come lavorante. Dal 1745 ottenne la patente di maestro argentiere. Abitò ed ebbe bottega presso S. Maria in Vallicella, poi a piazza dell'Orologio, e coprì le cariche di console e camerlengo nella Università degli orefici. Fra i più noti committenti si ricorda la famiglia Pallavicini e vari suoi lavori figurano tra le ricevute dei pagamenti nell'archivio di questa famiglia. Tra le opere importanti sono da citare le due statue di S. Pietro e S. Paolo in argento fuso, conservate nella cattedrale di Frascati; una ricca acquasantiera con cornice ornata da pietre colorate e con un medaglione di cera nel centro, conservata al Museo Piersanti di Matelica; e una lucerna nella Biblioteca Comunale di Macerata Morì a Roma l'11 luglio 1804 e fu sepolto a S. Stefano in Piscinula.