Luca Giordano (1634–1705), Il sacrificio di Isacco, è un dipinto a olio su tela (126 × 180 cm). L’opera raffigura il momento dell’intervento angelico nell’episodio della Genesi, quando l’angelo arresta Abramo nell’atto di sacrificare il figlio Isacco. La scena è organizzata secondo un impianto compositivo serrato, impostato su una forte direttrice diagonale: l’angelo irrompe da sinistra, mentre Abramo si colloca al centro, con postura monumentale e sguardo rivolto all’apparizione divina.
Isacco, raccolto sulla destra e con il corpo pressoché scoperto, assume una posa di accentuata vulnerabilità, in contrappunto al gesto sospeso della mano di Abramo, ancora impegnata nell’azione. In basso compare l’ariete, elemento che completa il racconto biblico. La resa pittorica evidenzia la monumentalità della figura di Abramo, caratterizzata da volto segnato dall’età e da lunga barba argentea, oltre al contrasto tra gli incarnati luminosi dell’angelo e di Isacco e i bruni profondi che avvolgono il patriarca. La pennellata si presenta libera e sostanziosa, con costruzione delle figure attraverso ampie masse luminose. La descrizione del lotto rimarca inoltre la stretta relazione con un Sacrificio di Isacco dell’autore conservato presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid (inv. 0262), quale termine di confronto per la concezione scenica e la dinamica delle figure.
Non sono fornite informazioni specifiche su firma, timbri, provenienza o condizioni di conservazione; si segnala tuttavia che l’opera sarà corredata da una scheda critica del Prof. Nicola Spinosa, in corso di redazione.