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<p>Si tratta di un gruppo di immagini non del tutto omogeneo, per periodo di realizzazione e per provenienza (come si può evincere dai diversi montaggi e dalle didascalie o altre annotazioni che figurano nelle immagini o sui supporti). Tuttavia sono tutte riferibili alla produzione di Giovanni Crupi (che per un periodo fu anche in società con Giovanni e Francesco Galifi, suoi nipoti). Una delle immagini, con la raffigurazione delle Catacombe bizantine di Taormina, è nota anche attraverso un altro esemplare, con didascalia di Crupi, conservato nella Fototeca Zeri (in<em> I colori del bianco e nero</em> 2014, p. 194). Il fotografo di Taormina fu forse uno dei 'maestri' da cui apprese la professione, o con il quale anche collaborò per un periodo, il giovane Wilhelm Von Gloeden, tuttavia il loro rapporto non è stato mai ancora ben definito dalla critica. E sebbene Von Gloeden abbia rivolto un sicuro interesse soprattutto al sentimento per la natura incontaminata e per la luce mediterranea del paesaggio siciliano che si coglie nelle immagini di Crupi, delle quali qui si può avere un'esemplificazione, è altrettanto evidente che lo stesso Crupi abbia invece più tardi mutuato da Von Gloeden l'ispirazione per alcuni suoi (pochi) studi di nudo. Dal 1899 e per qualche anno Crupi fu attivo in Egitto, a Heliopolis (vicino al Cairo), da cui fece ritorno probabilmente prima del 1908, anno in cui ha ripreso alcune fotografie dopo il terremoto. La sua attività in Sicilia si è svolta prevalentemente tra il 1875 e la fine del secolo e anche la fotografia con la data 1925, è sicuramente precedente, distribuita successivamente (anni 1910-1920) dallo studio Galifi-Crupi.</p>