Lorenzo Lippi (Firenze, 1606 – 1665), Santa Caterina d’Alessandria. Olio su tela, dimensioni cm 77x60. L’opera raffigura la santa nell’iconografia della lettura e della devozione: la figura tiene un libro di preghiere, con la mano al petto e lo sguardo rivolto verso l’alto. Nel fondo si intravede un frammento della ruota lignea, attributo del martirio.
L’impostazione pittorica presenta una resa idealizzata della figura femminile, con tratti fisionomici improntati a purezza e assenza di marcate connotazioni. La composizione è sostenuta da un controllo formale delle proporzioni e delle mani; il trattamento dei volumi e degli scorci risulta accurato. I colori delle vesti risultano vividi: l’abito si sviluppa su toni del viola, mentre lo scialle azzurro-cielo è appuntato sulla spalla. La santa non indossa la corona e i capelli sono lunghi e sciolti sulle spalle.
Il dipinto è rintelato e inserito in una cornice antica intagliata e laccata a finto marmo. Alla visione con luce naturale la superficie pittorica appare discretamente conservata, con spessori materici adeguati e senza particolari criticità legate alla brillantezza dei pigmenti. L’esame in luce UV evidenzia restauri diffusi a piccoli ritocchi, concentrati soprattutto negli incarnati della santa (volto, collo e mani), nonché in interventi puntiformi su tessuti bianchi, colletto e manica destra, e in ritocchi sulla porzione rosa che copre la spalla sinistra. È inoltre segnalato un restauro di media entità in corrispondenza del centro della figura tra le due maniche bianche e un ritocco nella materia lignea della ruota.
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