Venezia, Gabriele Giolito de' Ferrari, 1572. Rara prima edizione postuma di questo poema epico-cavalleresco di Lodovico Dolce, realizzato in ottava rima, che si inserisce nel ciclo letterario ispirato dall'Ariosto. Il volume si presenta in formato in 4°, con una vivace marca tipografica al frontespizio e un ritratto dell'autore a piena pagina all'interno del testo.
Il libro è arricchito da capilettera, fregi e 25 vignette xilografiche che abbelliscono il testo. Si evidenziano lievi fioriture e aloni di umidità marginali, segni di un vissuto, ma la struttura generale del libro resta pregevole. La legatura è coeva, in pergamena floscia, con dorso liscio su cui sono riportati a mano il titolo e il nome dell'autore.
L'opera presenta una firma di appartenenza alle carte di guardia. Secondo Melzi (p.130), Ferrario (V, p.35), Bongi (II, 323-24) e Adams (D-744), questo testo rappresenta un'importante testimonianza della letteratura italiana del XVI secolo.