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<p>Opera rara e corrosiva del primo dopoguerra, L'isola dei baci è un romanzo erotico-sociale scritto a quattro mani da Filippo Tommaso Marinetti e Bruno Corra, che mescola con sorprendente libertà utopia, satira, desiderio e violenza. Ambientato in una Capri esotica e decadente — definita da Sergej Diaghilev il “villaggio verticale” — il libro si inserisce nell’onda lunga della narrativa provocatoria di matrice futurista, venata di tensioni sociali, visioni libertarie e slanci utopici. Presentato sin dal sottotitolo come romanzo erotico-sociale, l'opera fonde immaginazione sessuale e sperimentazione ideologica, dando vita a un impasto di linguaggio audace, scenari onirici e riflessioni polemiche sulla modernità. Il risultato è un testo scomodo, irriverente, sorprendentemente attuale e oggi più che mai oggetto di rinnovato interesse critico: un piccolo classico dell'erotica futurista, capace di far convivere la burla e la provocazione, il gioco letterario e l'affondo ideologico.</p>