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<p>Bel libro d’ore all’uso di Roma, realizzato a Cremona e miniato nella Firenze rinascimentale. Il manoscritto è di sicura provenienza cremonese: il Calendario include come festività principali quelle di San Eusebio di Cremona (5 marzo), Sant’Imerio (18 giugno) e Sant'Archelao (23 agosto) e una Dedicatio ecclesie (18 novembre) relativa allo stesso Duomo o a un’altra chiesa della città. Tra i santi troviamo anche Santa Liberata (16 gennaio), le cui reliquie sono conservate nella vicina Pavia e Sant’Omobono (13 novembre), patrono della città. Alcune varianti nelle trascrizioni dei santi (Iochannes per Iohannes, Gosma per Cosma, Lutia per Lucia e Cicilia per Cecilia) potrebbero forse riflettere la provenienza del compilatore. Sulla prima carta invece le armi (d’azzurro alla croce di sant’Andrea d’oro) appartengono alle famiglie Attavanti, Aldobrandini-Bellincioni e forse anche alla famiglia Beccafumi, tutte famiglie fiorentine. Questa peculiarità, unita alla tipologia specifica di miniatura, collocano la decorazione del volume nella Firenze del XV secolo. E’ stato ipotizzato che il manoscritto sia stato realizzato come dono di nozze per una donna che, trasferitasi da Cremona a Firenze per sposare un membro della famiglia Attavanti, abbia fatto decorare il volume con le armi del marito, non avendo lei stessa armi della sua famiglia di provenienza; l’alternativa, più debole, è che l’opera sia stata realizzata a Firenze e poi portata a Cremona, dove il Calendario originale, fiorentino, sarebbe stato sostituito con quello cremonese. Ciò però non troverebbe riscontro all’interno del volume, dal momento che non si notano difformità di esecuzione nelle decorazioni delle pagine. L’opera presenta anche un ex-libris inciso applicato del Visconte Melville, forse il Visconte Henry Dundas (1801-1876).</p>