

958
<p>Prima rarissima edizione; <span style="font-variant: small-caps;">Graesse </span>I, 121. «Gli anni successivi alla scomparsa di Isabella furono consacrati da Francesco a edificare il mito degli Andreini e dei Gelosi» anche attraverso la pubblicazione «delle opere postume della moglie dedicate alla "rappresentazione della sua sopravvivenza"» (<span style="font-variant: small-caps;">Mazzoni</span>, <em>La vita di Isabella</em> 92); nel 1607, lo stesso anno delle <em>Bravure</em>, Francesco cura la pubblicazione delle <em>Lettere </em>e poi, con l'aiuto dell'amico teatrante Flaminio Scala, nel 1617 i <em>Frammenti </em>(si veda lotto successivo). Isabella Canali Andreini, 'prima donna innamorata' della Compagnia dei Gelosi, non fu solo la più celebre attrice della Commedia dell'Arte ma anche la prima vera "diva" nell'accezione moderna: donna bellissima - dalle cronache del tempo -, interprete divina e talentuosa amata in Italia e in Francia da popolo e sovrani, ascritta all'Accademia degl'Intenti con il nome di Accesa, l'Andreini raggiunse il trionfo sulle scene a Firenze con la <em>Pazzia d’Isabella</em>, e successo ancora maggiore, riuscì nell'impresa di ottenere la legittimazione sociale della figura dell'attrice, fino a quel momento denigrata e tacciata di immoralità: si pensi che la ritrae un affresco in Santissima Annunziata. Vd. <span style="font-variant: small-caps;">Rasi </span>I, 87-117.</p>