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<p>“[…] avrei pure creduto che almeno una lettera mi avreste risposto, almeno per compassione! Il vostro silenzio è un po’ troppo severo, il vostro abbandono giunge quasi ad essere crudele. Ve lo dissi in altra mia: fossi anche l’uomo più scellerato del mondo, voi non dovreste mai trattarmi così […]”. Racconta poi del suo soggiorno a Corfù e a Zante. Conclude scrivendo: “Ma io quando potrò rivedervi? A anche potendovi rivedere mi darete voi il vostro perdono? Ricordatevi, ve lo ripeto, che voi siete mio padre! […]”.</p>