Libri, Autografi e Manoscritti
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8 ott 2024 - 10 ott 2024
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Gabriele D'annunzio - Lettera Autografa Firmata, Inviata al Conte Enrico di San Martino.

(1863 - 1938)
Base Asta400 €
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Manoscritto a Inchiostro Nero. 2 Bifoli (6 Pagine Scritte). Carte con Intestazione per Non Dormire. Carta con Filigrana. Conservata la Busta Viaggiata Autografa. Dimensioni 180x230 MM.

Bibliografia

<p>D&rsquo;Annunzio scrive questa accorata e lunga lettera dalla Villa La Capponcina di Settignano (Fi) dove, finita la storia d&rsquo;amore con la Duse, dal 1904 si accompagna con l&rsquo;avvenente nobildonna Alessandra di Rudin&igrave;, vedova del marchese Carlotti, soprannominata dal Vate Nike, il miracolo biondo. Nel 1905 Alessandra si ammala gravemente e d&rsquo;Annunzio, come dimostra questa lettera, la accudisce con amore. Ma dopo la guarigione lei lo lascer&agrave; e si dar&agrave; alla vita monacale. Nella missiva, d&rsquo;Annunzio accenna ad un suo nuovo lavoro per il teatro, cui teme di non poter dare seguito. Il conte Enrico di San Martino, destinatario della lettera, e l&rsquo;impresario Edoardo Boutet, nominato nel testo, nel 1905 erano rispettivamente presidente e direttore artistico della Drammatica compagnia di Roma (anche detta Stabile romana), con sede al Teatro Argentina. Il celebre motto dannunziano: Per non dormire adornava, oltre alla carta da lettere del Vate, anche vetrate, architravi, fregi e oggetti della Capponcina. <em>Mio caro Enrico, [&hellip;] Ho passato le settimane pi&ugrave; dolorose della mia vita, al capezzale d&rsquo;una creatura amata, sotto la minaccia della morte. Ho sofferto e veduto soffrire, indicibilmente. E la tortura mi continua; il pericolo persiste, nella lotta disperata d&rsquo;ogni giorno contro un male crudelissimo [&hellip;] Ogni lavoro &egrave; interrotto. Ogni pensiero si dissolve. Non sono se non un infermiere infaticabile [&hellip;] Tu sai con quanta sincera allegrezza io abbia salutato l&rsquo;inizio di questa bella impresa a cui s&rsquo;&egrave; rivolta la tua energia ammirabile. Ma la mia volont&agrave; &egrave; impietrita [&hellip;] Certo, se quest&rsquo;opera mia di devozione avr&agrave; in premio la</em> <em>salvezza invocata, mi parr&agrave; di rinascere. E intender&ograve; allora tutte le forze ad attuare il mio disegno. Ma oggi non posso promettere. Sar&agrave; per te prudenza l&rsquo;aver pronto un altro spettacolo ad inaugurare il nuovo teatro [&hellip;] Ricordami a Edoardo Boutet [&hellip;] tu sei per divenire il primo cittadino di Roma [&hellip;] Ti abbraccio. Il tuo Gabriele d&rsquo;Annunzio.</em></p>

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