

28
<p><em>Caro Mercolini, sto malissimo di corpo e d’anima; e perciò resto nel mio covo, e non vedo nessuno. Ricevo il tuo saluto e il tuo piatto. Non ho qui, oggi, un dono di contraccambio per te [...]. Salutami Ascoli; che sono acerrimo come il suo Cecco [...]</em>. Nella cartelletta è conservato anche un ritaglio di giornale che racconta di Luigi Mercolini: “<em>L’ex ardito di guerra fiumano e fascista della prima era [...], vittima di un’orribile disgrazia, poteva vantare di aver salvato la vita a Gabriele d’Annunzio il quale in una memoranda dimostrazione a Venezia, corse il pericolo di essere schiacciato dalla folla entusiasta che voleva abbracciarlo [...].</em></p>