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<p><em>Carissimo Domenico, la tua rivelazione del Virgilio mediceo è tanto perfetta ch’io mi confesso raumiliato nelle mie ambizioni di stampatore e che desidero – nel tempo medesimo avere un mio libro di stil classico stampato da re. Lo stupendo volume è presso il mio capezzale […] Alta lode all’altro Provveditore. Ti abbraccio. Il tuo Gabriele d’Annunzio / Corpus Domini, 1931.</em> Il riferimento di d’Annunzio al libro <em>stampato da re</em> è all’Istituto Nazionale per l’Edizione di tutte le Opere di Gabriele D’Annunzio, creato nel ‘26 dallo stesso Vate, con il patrocinio del re, di Mussolini, e della Casa Editrice Mondadori. Domenico Bartolini era nel comitato esecutivo di questo istituto, insieme ad Arnoldo Mondadori, Senatore Borletti e altri, tra i quali il figlio del Vate, Gabriellino. Bartolini, in qualità di responsabile de La Libreria dello Stato di Roma, aveva fatto stampare, nel 1931, un elegante facsimile de <em>Il Codice Mediceo</em> <em>di Virgilio</em>, che d’Annunzio cita con ammirazione in questa lettera.</p>