

2
A. Pampalone, Disegni di Lazzaro Baldi nelle collezioni del Gabinetto Nazionale delle Stampe, catalogo della mostra (Roma, Palazzo della Farnesina, novembre 1979 - febbraio 1980), a cura di A. Pampalone, Roma 1979, p. 100; V. Casale, Alcune precisazioni sui disegni di Lazzaro Baldi, in 'Prospettiva', 33-36, 1983-1984, pp. 262-275; La raccolta Molinari Pradelli. Dipinti del Sei e Settecento, catalogo della mostra (Bologna, Palazzo del Podestà, 26 maggio - 29 agosto 1984) a cura di C. Volpe, Firenze 1984, p. 128; L. Pascoli, Vite de' pittori, scultori ed architetti moderni, a cura di A. Marabotti, Perugia 1992, p. 611; G. Sestieri, Repertorio della pittura romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino 1994, I, p.19; II, fig. 38; Pietro da Cortona 1597-1669, catalogo della mostra (Roma, Museo nazionale di Palazzo Venezia, ottobre 1997 - febbraio 1998), Milano 1997, p. 404, scheda 77; M. Fagiolo dell'Arco, Pietro da Cortona e i cortoneschi. Gimignani, Romanelli, Baldi, il Borgognone, Ferri, Milano 2001, p. 128; Le stanze delle muse. Dipinti barocchi della collezione di Francesco Molinari Pradelli, catalogo della mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 11 febbraio – 11 maggio 2014), a cura di A. Mazza, Firenze 2014, pp. 258-259, scheda 78. Si riporta un estratto della scheda redatta da Federico Fischetti e pubblicata in occasione della mostra Le stanze delle muse. Dipinti barocchi dalla collezione di Francesco Molinari Pradelli. “Il soggetto raffigura l’assunzione in cielo di Maria accompagnata da schiere di angeli e cherubini, mentre al di sotto gli Apostoli ne osservano sgomenti il sepolcro rimasto vuoto. L’ambientazione è costituita da una stretta fuga prospettica di architetture che proseguono oltre la quinta di fondo a serliana, chiudendo l’orizzonte con una schiera di edifici sopra i quali si intravede il cielo nuvoloso. Si tratta di una consueta proposizione di un tema iconografico dal dipinto sviluppo verticale, che per il cospicuo numero di figure e la partizione in due ordini si presta particolarmente bene a essere dispiegato in grandi pale d’altare. In questo caso, dunque, le dimensioni ridotte della tela fanno pensare più a un bozzetto che a un’opera definitiva; o meglio a una memoria o a un’opera di destinazione privata o devozionale, visto l’alto grado di compiutezza e il notevole studio con cui è dipinta. […] ne veniva proposta l’identificazione col quadro registrato al numero 26 dell’inventario in morte dell’artista, del 1703, annotato come opere del medesimo soggetto e di quattro palmi di grandezza (circa novanta centimetri). Quanto alla cronologia si riconosce una piena adesione al Barocco riformato di Carlo Maratta, collocando l’opera nel pieno della fase post-cortonesca dell’attività di Baldi (1680-1685 ca.)". Opere dichiarate di interesse culturale particolarmente importante dal Ministero per i Beni Culturali, ai sensi dell'art. 3 della legge 1.6.1939. n. 1089 con decreto del 19 aprile 1984. The Italian Soprintendenza considers this paintings to be a work of national importance and requires it to remain in Italy; it cannot therefore be exported from Italy.