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<p>Prima edizione della prima parte (di sei, ciascuna con frontespizio proprio e pubblicata separatamente) della più importante opera matematica italiana del XVI secolo. Tartaglia concepì il suo monumentale <em>Trattato </em>come un lavoro in continua evoluzione, pubblicato nell’arco di diversi anni, che gli permise di integrare non solo approfondimenti teorici, ma anche una trattazione senza precedenti delle applicazioni pratiche della matematica, in particolare nel commercio. Come osserva Smith: “Non esiste altro trattato che ci fornisca una simile visione dell’aritmetica cinquecentesca, sia sotto il profilo teorico che applicativo. La vita quotidiana, le consuetudini mercantili e le lotte per il progresso dell’aritmetica sono esposte da Tartaglia in maniera dettagliata ma sempre avvincente” (<em>Rara Arithmetica</em>, pp. 275-278). L’opera è anche celebre per i riferimenti alla disputa con Cardano circa la soluzione delle equazioni cubiche, che Tartaglia rivendicava come propria scoperta, accusando Cardano di plagio e spergiuro già nei Quesiti et inventioni diverse (1546) e ribadendo le accuse nel Trattato. <span style="font-variant: small-caps;">Adams </span>T180; <span style="font-variant: small-caps;">Riccardi </span>I/2a, p. 505; <span style="font-variant: small-caps;">Smith</span>, <em>Rara Arithmetica</em> p. 277 (solo parti I e II); <span style="font-variant: small-caps;">Sotheran </span>I, 4744; <span style="font-variant: small-caps;">Honeyman </span><em>Coll</em>. 2962.</p>