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<p>Opera maggiore del pittore e incisore veneziano, concepita come una guida attraverso il panorama pittorico della città. Di grande valore per i giudizi critici sui maestri del Seicento e per la ricca documentazione sulle collezioni private veneziane dell’epoca. Trattato unico nel suo genere: strutturato in un dialogo tra un senatore veneziano “deletante” e un “professor de pitura” (che è lo stesso Boschini), è suddiviso in otto “venti” o canti che guidano il lettore nell’“alto mar della pitura” come metafora dell’arte pittorica. Dedicata all’arciduca Leopoldo Guglielmo d’Austria, l’opera esalta la pittura veneziana da Tiziano a Tintoretto, fino a Rubens e Van Dyck ricorrendo a un linguaggio critico appassionato e fortemente campanilista. Fin dalla prima edizione, l’opera è stata apprezzata per la sua originalità stilistica: una vera “veneziade”, che rifiuta le estetiche toscane e propone un modello alternativo basato su “natura, arte e ingegno”, accompagnato da un ricco apparato illustrativo.</p>