Il Dipinto è Stato Confermato a Domenico Brusaferro da Anna Pietropolli su Base Fotografica. L'opera è Presente Nell'archivio della Fototeca Zeri, Scheda Numero 67483, Come Opera di Artista Anonimo Veneziano Oppure Come Gaspare Diziani o Sebastiano Ricci. al Verso della Foto 128097 Nota Autografa di F. Zeri a Matita: "20 Feb. 1970, From Roy Fisher As Sebastiano Ricci". il Dipinto Raffigura L'episodio Biblico (genesi 16, 1-6; 21, 9-15) della Cacciata della Serva Egiziana Agar e del Figlio Ismaele, Nato Dall'unione con Abramo, Decisa da Sara, Moglie di Abramo, Dopo la Nascita Miracolosa del Loro Figlio Isacco Poiché Quest'ultimo Veniva Schernito dal Fratellastro. Agar e Ismaele Furono Così Abbandonati nel Deserto di Bersabea con del Pane e un Otre D'acqua e Solo L'intervento di un Angelo Poté Salvarli. il Dipinto Fornisce una Rappresentazione di Esemplare Chiarezza del Momento Dell'addio, con Tutti i Protagonisti della Scena Presenti e Facilmente Identificabili. Spicca la Gestualità Risoluta di Sara, Quella Più Interlocutoria di Abramo, Quella Sofferente di Agar e L'incrocio Ambigui di Sguardi fra i Due Bambini. Come Già Annotato da Federico Zeri, in Questa Bella Tela Risulta Evidente il Dialogo Dell'autore Soprattutto con Sebastiano Ricci (al Quale, Non a Caso, a Lungo L'opera è Stata Attribuita) e in Subordine con Gaspare Diziani. Termini di Confronto Stringenti nel Corpus di Brusaferro Possono Essere Individuati con le Due Tele della Chiesa di Santo Spirito a Spalato Raffiguranti Beniamino Condotto Davanti a Giuseppe e L'incontro tra Giacobbe e Giuseppe, o con la Madonna Col Bambino in Trono e Santi della Parrocchiale di Stabello (bergamo).
Provenienza
Sotheby's, London, 3 July 1963, lot 106 (come Sebastiano Ricci); collezione Roy Fisher, New York, 1970 (come Sebastiano Ricci); c<span style="color: rgb(109, 118, 126);">ollezione privata, Pennsylvania, USA (come Sebastiano Ricci); </span><span style="color: rgb(109, 118, 126);">collezione privata, Roma.</span>
Bibliografia
A. PASIAN, <i>Girolamo Brusaferro sacro e profano</i>, in AFAT - Arte in Friuli Arte a Trieste, vol. 30, 2011, pp. 64-65, fig. 7.