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<p>Rarissima emissione che differisce da quella universalmente considerata come la prima, stampata sempre da Comi nel 1615 me con lo stemma visconteo del dedicatario al frontespizio e 6 pagine di dedica, qui assenti. Ceresoli dice che si tratta di “esemplari falsificati”, invece Thiébaud non è di questo avviso. Celebre trattato sull’arte venatoria, illustrato da 40 xilografie che raffigurano varie razze di cani, il cinghiale, la lepre, la volpe, il tasso e il cervo. <span style="font-variant: small-caps;">Ceresoli</span>: “L’opera consta di LXIII Capitoli, seguiti da una serie di Ricette per risanare i cani da più sorte d’infermità. La prima ediz. francese è del 1561, ma la presente traduzione è condotta su quella di Parigi, Abel l’Angelier, 1606, ristampata successivamente nel 1607, 1613 e 1614.” <span style="font-variant: small-caps;">Schwerdt </span>I, 154; <span style="font-variant: small-caps;">Ceresoli </span>224; <span style="font-variant: small-caps;">Thiébaud </span>314.</p>