Lione, Sumptibus Petri Ravaud, 1625. Opera in-folio, presentata in due volumi con legatura coeva rigida in pergamena, caratterizzata da un dorso a sei nervi e titolo manoscritto su casella al dorso. Il frontespizio è stampato in rosso e nero, ornato da uno stemma xilografico, arricchendo il valore estetico dell'opera. Le pagine mostrano testatine e capilettera xilografici che attestano l'attenzione al dettaglio tipica del periodo.
Nonostante il contenuto di grande rilevanza enciclopedica, l'opera presenta segni evidenti di usura. I volumi sono affetti da macchie, deformazioni e bruniture, sintomatiche delle edizioni stampate a Lione nel XVII secolo. Inoltre, si notano fioriture e vistose macchie scure su molte carte, con arricciamenti agli angoli. Piccole perforazioni da tarlo sono presenti in alcune pagine, tuttavia non impattano sul testo. Questa raccolta, a cura di Joseph Lang (circa 1570-1615) e altri illustri filologi, rappresenta un importante esempio del lavoro editoriale dell'epoca.