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Porro&C., Milano, 12 maggio 2005, n. 21 collezione privata Comparso per la prima volta a Milano nel 2005 e in quell’occasione attribuito al pittore bavarese, il bel dipinto qui presentato differisce in certa misura dalle opere più note del suo periodo italiano per maggiore ampiezza e monumentalità delle figure che lo compongono, più vicine agli esempi di un Agostino Beltrano – richiamato anche nel tendaggio cremisi fissato ai rami, quasi un rustico baldacchino – o di Antonio De Bellis, che non alle figurette spiritate di Micco Spadaro. Confronti specifici rimandano a opere databili alla metà degli anni Quaranta, e in particolare all’Ecce Homo nella Staatsgemäldesammlung di Monaco di Baviera (n. 13399), esposto nel Neues Palais a Schleissheim, di illustre provenienza napoletana. Richiamano i personaggi in primo piano nella tela monacense quelli in analoga posizione nel dipinto qui in esame, e in particolare il Mago (?) con turbante e mantello a ricami dorati, simili alla veste di una figura femminile in quel quadro.