Jacopo di Vinciolo detto Zobolino, attivo a Spoleto tra il 1461 e il 1494, raffigura Sant'Andrea apostolo in un dipinto a olio su tela, di dimensioni 171 × 66 cm. L’opera presenta una composizione incentrata sulla figura del santo, riconoscibile dalla croce obliqua e dal pesce, elementi iconografici legati al suo martirio e alla vocazione. La scena è impostata sotto un arco trilobato che inquadra l’aureola, con due tondi agli angoli superiori.
La figura di Sant’Andrea, anziana e assorta, regge un libro aperto recante l’iscrizione latina RELICTIS RECTIBUS ET NAVI SECUTUS SUM DOMINUM. La resa dei tessuti e dei riflessi è affidata a una gamma cromatica calda e terrosa, con predominanza di rossi e ocra; la veste damascata è caratterizzata da motivi floreali. La posa frontale e la monumentalità della figura suggeriscono un possibile inserimento in una struttura di più elementi, pur senza ulteriori dati sulla provenienza o sull’assetto originario. Dal punto di vista stilistico, l’opera evidenzia un equilibrio tra solidità del disegno e compostezza della figura, mantenendo un impianto devozionale tardo-gotico con aperture a sensibilità rinascimentali.
Per quanto concerne lo stato di conservazione, l’opera risulta reintelata. Sono presenti due tagli obliqui: uno attraversa l’intera larghezza della tela dal braccio destro della croce, passando per la fine della barba e giungendo all’angolo superiore sinistro del libro; l’altro interessa la veste del braccio destro, fino al polso. È inoltre riportata la riconducibilità dell’esecutore tramite ricostruzione critica effettuata da Andrea De Marchi. Non sono indicate ulteriori firme, timbri o elementi di provenienza nel presente set informativo.
Generato con Artness AI
Bolli & Romiti
Palazzo Cenci
Via Beatrice Cenci 9-9A
00186 Roma, Italia