Scultura in corallo rosso del Mediterraneo (Corallum rubrum), datata al XIX secolo e attribuita all’Italia meridionale. L’opera riproduce la scena del “Ratto di Proserpina”, mito della tradizione romana e greca: Proserpina, figlia di Cerere (Demetra), viene colta nel momento in cui viene sottratta alla fanciullezza e al mondo terreno dal dio degli Inferi, Plutone. La narrazione è resa tramite una composizione plastica in cui i soggetti risultano scolpiti nel materiale corallino, con resa delle figure e dell’azione all’interno di un impianto coerente con la scena mitologica.
Dal punto di vista tecnico e dimensionale, il lotto indica un peso del corallo pari a 289 grammi e un peso complessivo con base di circa 475 grammi. Le dimensioni del corallo sono riportate in 13,5 × 14,5 × 14 cm, mentre quelle della base in 7 × 8 × 8 cm. Lo stile evidenzia una modellazione scultorea finalizzata alla raffigurazione dell’episodio mitologico, valorizzando le qualità del corallo rosso attraverso la lavorazione a rilievo e la definizione delle figure. Lo stato di conservazione è classificato come “buono”, con normali usure e difetti compatibili con l’epoca e l’uso nel tempo.