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Milano, Finarte, asta del 24 novembre 1965, n. 25; collezione privata
M.A. Novelli, Scarsellino, Ferrara 2008, p. 327, n. 265; ill. a p. 266 Destinato alla devozione privata, il bel dipinto propone in piccolo formato una composizione mutuata dal modello della pala d’altare ma resa più intima e quotidiana dallo sfondo di paesaggio e dal cielo gonfio di nubi su cui si staglia l’apparizione divina. Un genere evidentemente richiesto dal mercato ferrarese, come stanno a indicare altre versioni dello stesso tema, con varianti nel numero e nella scelta dei santi, pubblicate dalla Novelli a confronto col nostro dipinto. Uno di essi (Novelli 2008, cit., ill. p. 266) ripete appunto con minime varianti le figure di Cristo e della Vergine adorati dal solo Francesco e da San Girolamo, entrambi in posa diversa e variati d’aspetto.