Intrigante manoscritto di tattica militare del primo Seicento, attribuito a Ippolito Cavallerini, con misure di 204 x 148 mm. L'opera è composta da 4 carte bianche e 202 carte manoscritte, caratterizzate da una chiara grafia corsiva. La legatura coeva "a busta", realizzata in pergamena, presenta tracce di bindelle e utilizza come riuso una pergamena ebraica.
La datazione risale ai primi anni del Seicento, confermata dalla presenza di titoli legati al Principe Carlo Filiberto, uno dei quali risale al 1616. In questo manoscritto vengono esplorate le regole fondamentali per la manovra di grandi masse di soldati, come picchieri, archibugieri e moschettieri, disposti in quadrato. Queste disposizioni erano cruciali per le tattiche adottate durante le Guerre delle Fiandre e rappresentavano un'innovazione nelle strategie militari del periodo, tipiche della Guerra dei Trent'Anni.
Il manoscritto si distingue per la meticolosità e il dettaglio con cui presenta le operazioni militari, facendo parte del patrimonio bibliografico di una famiglia della bassa nobiltà modenese, contribuita dall'importante figura del Cardinale Giovanni Giacomo Cavallerini.