Ilya Kabakov (Dnipro, 1933 - New York, 2023) presenta un'importante installazione del 2002 intitolata "To fly or not to fly". Realizzata con mosche di plastica incollate su una parete, l'opera misura approssimativamente cm 150x200 e si distingue per la sua tecnica innovativa. La scritta, apparentemente semplice, si rivela composta da un insieme di piccole mosche, dando vita a una riflessione sulla libertà e sulla condizione umana.
L'aspetto estetico dell'installazione è governato da un contrasto tra la disposizione meticolosa delle mosche e il loro volo irregolare. Questo dualismo crea un senso di tragicomico, invitando l'osservatore a contemplare il significato di "essere libero" in un contesto di apparente ordine. L'installazione, con il suo implicito commento sociale, riflette le esperienze dell'artista in un'epoca di transizione.
Fornita di provenienza da Niccolò Sprovieri, Londra e parte della collezione Graziella Lonardi Buontempo, l'opera è stata esposta anche all'Accademia di Francia a Roma nel 2003. La firmata di Ilya Kabakov, attivo anche nella produzione collettiva con Emilia Kabakov, evidenzia la loro volontà di esplorare le relazioni tra parole e immagini, utilizzando elementi della vita quotidiana per affrontare questioni universali.