

969
<p>Prima ricercatissima edizione delle tavole del Callot. Rappresentata per la prima volta ad Ancona nel 1618, questa fortunata opera teatrale capolavoro del Bonarelli era stata data alle stampe senza alcun corredo iconografico nel 1619. Nel 1620 viene stampata con le splendide illustrazioni del Callot, l'artista che ha tramandato la testimonianza figurativa dei fastosi spettacoli dei Medici tra Cinque e Seicento; le incisioni, oltre al frontespizio raffigurante il Solimano, riproducono le scene ideate da Giulio Parigi dove Firenze diviene l'Aleppo del dramma. Parigi utilizza un impianto prospettico con tre punti di fuga, sul modello di quello realizzato dal Buontalenti e della scena del Teatro Olimpico di Vicenza, ma impiega scene mobili, preludio al virtuosistico teatro barocco. Cfr. <span style="font-variant: small-caps;">Allacci </span>729; <em>Berlin Kat. </em>4412; <span style="font-variant: small-caps;">Cairo-Quilici </span>3815; <span style="font-variant: small-caps;">Cicognara </span>1086; <span style="font-variant: small-caps;">Gamba </span>1810; <span style="font-variant: small-caps;">Piantanida </span>3870: «Tragedia in cinque atti, una delle più importanti ed interessanti del secolo XVII, assai ricercata per la bella veste tipografica». Manca a <span style="font-variant: small-caps;">Clubb, Boffito</span> e <span style="font-variant: small-caps;">Bruni-Evans</span>. La nostra copia ha legato in principio un ritratto di Callot inciso da Edme de Boulonois da disegno di A. van Dyck.</p>