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<p>Dedicato ai fratelli lucchesi Giuseppe e Lorenzo Buonvisi, <em>Il gentilhuomo</em> doveva essere composto da due libri, ma soltanto uno vide poi la luce. Il testo è ambientato nello <em>studium </em>bolognese dove Pompeo Rocchi aveva trascorso gli anni della formazione, ed è impostato come un dialogo di taglio socratico che propone un’analisi della vera «essenza» del gentiluomo, toccando anche temi come la ricchezza e la mercatura, il duello e la virtù, il rapporto tra nobiltà ed esercizio del potere, le donne, l’educazione e le arti liberali. Raro sul mercato.</p>