Icona russa raffigurante l’ascesa del profeta Elia, eseguita con tecnica di tempera su tavola, databile all’inizio del XX secolo. Le dimensioni sono pari a 45 × 37,5 cm (altezza × larghezza). L’impostazione iconografica presenta una narrazione articolata per episodi, distribuiti in un unico paesaggio continuo senza riquadri separatori.
La scena, leggibile secondo un andamento antiorario a partire dal basso a sinistra, mostra Elia rifugiato presso le rive del fiume Kerit, mentre viene nutrito dai corvi con grappoli d’uva (cfr. 1Re 17, 2-6). In posizione centrale, in basso, compare l’angelo che invita Elia addormentato a nutrirsi e a mettersi in cammino verso il monte Oreb (cfr. 1Re 19, 5-7). Sul lato destro, la narrazione si collega alla figura di Eliseo: questi, divenuto discepolo, segue il maestro che divide le acque del Giordano con il mantello, poco prima dell’ascensione di Elia su un carro di fuoco trainato da cavalli infuocati; il mantello miracoloso è lasciato a Eliseo (cfr. 2Re 2, 7-8). Elia è reso con lunghi capelli e barba, avvolto nel mantello di pelliccia e con il bastone dell’eremita, attributi tipici degli asceti e dei profeti.
Dal punto di vista stilistico, la composizione integra elementi e scene in uno spazio unitario, in continuità con modelli bizantini e della tradizione russa più antica; viene inoltre indicata una possibile influenza della pittura occidentale del XVII secolo. Lo stato di conservazione è valutato come “buono”, con normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.