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<p>Straordinario Libro d'Ore siciliano della seconda metà del Quattrocento. <br /> Contenuto: (ff. 1-2): bianchi; (ff. 3-14): Calendario; (ff. 15-16): bianchi; (ff.17-21): <em>Officium sanctae crucis</em>; (ff. 22-31<em>r</em>): <em>Officium missae beate et gloriose virginis mariae</em>; (ff. 31<em>v</em>-37<em>r</em>): Estratti dei Vangeli; (ff. 38-146): <em>Horae BVM</em> con varianti per i giorni festivi; (f. 147): bianco; (ff.148-231): Litania e salmi; (f. 232): bianco; (ff. 233-239): <em>Symbolum Athanasium</em>; (ff. 239<em>v</em>-241<em>r</em>): <em>Antiphona</em>; (ff. 242, 244, 246, 248): Elogi funebri di Girolamo, Nicola, Giorgio e Cristina di Tiro; (ff. 245, 247): bianchi.</p> <p>Decorazioni: Pochi sono i Libri d'Ore siciliani conservatisi; la nostra copia sembra essere l'unico esemplare conosciuto realizzato per la Diocesi di Agrigento. Le decorazioni sono inusuali e probabilmente furono realizzate dalla stessa bottega artefice dell'<em>Officium Divinum</em> della Biblioteca comunale di Palermo (Ms. 4Qq.A.2) calligrafato secondo l'iscrizione nel 1433 da Amato de Fucarino; questi era all'epoca anche miniatore di manoscritti in Sicilia. La nostra copia ha 6 iniziali di 6 righe, 5 di 4 righe e 9 di 4 righe decorate in oro e filigranate, una bordura che incornicia su quattro lati l'inizio della <em>Missam Sante Marie</em> e un ritratto di San Giovanni all'inizio del suo <em>Vangelo</em>. Decine di iniziali a due righe in blu e oro filigranate.</p> <p><br /> Provenienza: il calendario contiene alcune festività che ci permettono di associarlo alla diocesi di Agrigento in Sicilia. Santi poco conosciuti sono: 1. Santa Radegunde di Burgos y Villamayor in Spagna (20 gennaio); 2. San Gerlando, vescovo e patrono di Agrigento (25 febbraio); 3. Cataldus (8 marzo a Roma, ma 10 maggio a Taranto, come nel nostro manoscritto); 4. Filippo di Argiria in Sicilia (12 maggio); 5. Sant'Antonio da Padova (13 giugno); 6. Calogero di Sacca in provincia di Agrigento (18 giugno); 7. Nicola da Tolentino (10 settembre); 8. Santa Reparata di Atri (8 ottobre). La menzione di due santi provenienti da Agrigento e relativamente sconosciuti, così come quella del vescovo della diocesi, accreditano l'ipotesi che il manoscritto provenga proprio da Agrigento. Inoltre, la celebrazione del Vescovo Gerlando il giorno 25 febbraio e la particolare calligrafia del manoscritto accomunano questo Libro d'Ore all'uso di Agrigento a quello oggi conservato alla Biblioteca Nazionale di Madrid, che ebbe come copista Marco Cinico e miniatore Cristoforo Majorana, entrambi al servizio della corte aragonese a Napoli. </p> <p>La copiosa bibliografia a supporto del legame fra questo Libro d'Ore e altri provenienti dalla corte aragonese e oggi conservati presso la Biblioteca nazionale di Madrid è disponibile su richiesta.</p>