L'opera "Summa de virtutibus et vitiis", attribuita a Guillelmus Paraldus e pubblicata a Venezia da Paganinus de Paganinis il 20 dicembre 1497, si presenta in formato 8°. Comprende due parti in un unico volume, per un totale di 216 e 160 carte, stampate con carattere gotico disposto su due colonne. Al frontespizio è stampata la marca tipografica che raffigura San Pietro, con la carta a1r stampata in rosso e nero.
La struttura dell'opera è caratterizzata dalla presenza di spazi riservati per capilettera e da alcune postille scritte a mano antica. Tuttavia, si segnalano fori di tarlo nelle prime quattro carte, che influiscono sul testo, insieme a macchie sporadiche. La legatura è in pergamena rigida del XVII secolo, con dorso a tre nervi sul quale sono manoscritti autore e titolo, e i tagli sono decorati con blu a spruzzo.
Il frontespizio presenta una firma cassata e il timbro di appartenenza. Questa opera rappresenta un importante strumento dottrinale, integrando la tradizione retorica con citazioni e argomenti adatti a un pubblico meno colto. È considerata una delle Summae più celebri, riconosciuta anche in ambito italiano.