Lettera autografa firmata dal vescovo e arcivescovo Guido de' Medici, redatta a Roma il 21 agosto 1524, con dimensioni di 294 x 215 mm. Nella missiva, Guido si rivolge a Roberto de Beccutis, definendolo "avunculo meo", e si raccomanda affinché vengano effettuati i pagamenti dovuti, provenienti dai frati e da quelli di Sant'Apollinare. L'epistola rivela l'importanza delle intrate per il mittente e denota l'autorità ecclesiastica e familiare in un contesto di relazioni familiari e legami professionali.
Guido de' Medici (morto a Roma tra il 13 e il 23 giugno 1537) è stato un significativo esponente della famiglia Medici, il cui ruolo nella corte papale gli ha conferito un'influenza notevole. La lettera presenta segni di usura coerenti con l'età del documento, evidenziando il valore storico del suo contenuto. Non sono segnalate ulteriori anomalie di conservazione. Il pezzo è di rilevante importanza non solo per il suo contenuto epistolare, ma anche come esempio dell'amministrazione ecclesiastica del periodo rinascimentale.