Guido Cagnacci (1601–1681), Cleopatra. Olio su tela (65,5 x 49 cm). L’opera raffigura Cleopatra in prossimità della morte: la figura è colta a mezza figura mentre porta l’aspide al seno. Il volto reclinato all’indietro, lo sguardo rivolto verso l’alto e le labbra dischiuse definiscono un’espressione sospesa tra sensualità, abbandono e tensione emotiva.
Secondo le valutazioni critiche citate in scheda, l’autografia dell’opera è confermata, con particolare attenzione alla qualità della materia pittorica, alla morbidezza della pennellata e alla luminosità dell’incarnato. Sono evidenziate la raffinata modulazione dei passaggi chiaroscurali nel volto e nel collo, nonché i delicati accenti di luce su punti focali quali gli occhi, la punta del naso, l’orecchino e le dita. La luce, radente sul petto e più teatrale sul volto, contribuisce a conferire alla figura una presenza viva e fisica.
La composizione rientra nel nucleo delle eroine femminili rappresentate nel momento culminante della vicenda. La testa della Cleopatra è inoltre messa in relazione con invenzioni fisionomiche note in altre versioni dell’artista, suggerendo l’impiego di modelli ricorrenti. L’opera è riferita a una fase di maturazione, con attenuazione dei contrasti naturalistici e avvicinamento a una pittura più morbida e classicista. Entro cornice. La scheda comprende pareri e riscontri critici indicati nel lotto.