
Bianco, Blu e Oltre. Porcellane e Maioliche Ginori del Settecento
20 ott 2021, 17:00 - 20 ott 2021, 22:00
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di confronto G. Morazzoni, Le porcellane italiane, Milano 1960, vol. II, tav. 269 L’EVOLUZIONE DELLA SCULTURA A DOCCIA NEL TARDO SETTECENTO: UN POPOLO DI FANCIULLI, CONTADINI E GALANTUOMINI Nel 1757 muore Carlo Ginori e il marchese Lorenzo (1734-1791), figlio primogenito, di fatto ne raccoglie l’eredità. Dapprincipio non si possono individuare sostanziali differenze rispetto alle impostazioni paterne in campo scultoreo, ma già l’anno 1763 segna una prima svolta importante. Lorenzo Ginori infatti invia a Parma lo scultore e modellatore Giuseppe Bruschi, nipote di Gaspero, per copiare i modelli tedeschi e soprattutto francesi di proprietà dell’Infante di Spagna Filippo di Borbone, divenuto Duca di Parma, Piacenza e Guastalla… È questo il primo spartiacque per la produzione scultorea della manifattura di Doccia: da modelli di riferimento di immediata derivazione classica, tratti direttamente dagli originali presenti a Firenze e Roma, e da quelli legati alle reinterpretazioni degli originali antichi che il barocco in genere e il tardobarocco fiorentino ne avevano dato, si passa a quelli frutto di un nuovo linguaggio espressivo che aveva nel pittore Francois Boucher uno dei suoi esponenti di punta. Alessandro Biancalana, La scultura a Doccia dopo la morte di Carlo Ginori: naturale sviluppo o involuzione?, in “Faenza” n. 1, 2016, pp. 62-63