Giuseppe Vasi (1710–1782), Disegno della “Seconda Machina” rappresentante il Monte Etna, già rinomato per la favolosa Fucina di Vulcano. L’opera è realizzata in acquaforte; sono indicate dimensioni della lastra pari a 400 × 545 mm e dimensioni del foglio pari a 445 × 590 mm. La stampa è eseguita su carta vergata, con un esemplare caratterizzato da ampi margini conservati.
Dal punto di vista iconografico, la composizione raffigura il Monte Etna nell’ambito di una trattazione legata alla tradizione vulcanica, secondo quanto espresso nel titolo dell’opera. Lo stato di conservazione presenta criticità specifiche: si segnala uno strappo lungo la traccia centrale verticale, successivamente restaurato. Sono presenti inoltre altri strappi e mancanze lungo i margini, anch’essi riportati a seguito di interventi di restauro.
Il foglio risulta uniformemente ossidato, con la presenza di alcune macchie e fioriture. Nel complesso, l’opera è descritta come in buono stato di conservazione nonostante i difetti e le riprese indicate. La documentazione di lotto non riporta ulteriori dettagli relativi a firma, timbri o provenienza. Il lotto è indicato senza riserva.