Giuseppe Pocaterra, Crocifisso con Corpus Christi in argento. L’opera raffigura il Salvatore posto su una croce lignea tubolare liscia, con la parte superiore recante un cartiglio iscritto “Titulus Crucis” con la formula I.N.R.I. (Iesus Nazarenus Rex Iudeorum). Il Cristo presenta le braccia distese orizzontalmente; la testa, coronata di spine e rivolta verso il basso, è ripiegata verso la spalla destra. Le gambe sono disposte in parallelo, leggermente flesse verso sinistra, con i piedi leggermente sovrapposti e inchiodati congiuntamente. La figura è completata da un perizoma corto con drappo laterale. Nella sezione inferiore compare il simbolo del teschio con tibie incrociate. Il complesso è datato a Roma tra il 1869 e il 1872.
Misure: altezza 29 cm, larghezza 15,5 cm; peso 201 g. Il pezzo risulta punzonato con i marchi camerali in uso a Roma dopo il 1815 per l’argento al titolo di 10 once e 16 denari (889/1000) e con il marchio dell’argentiere Giuseppe Pocaterra riferito al periodo 1869-1872. La struttura iconografica e la resa delle posture risultano coerenti con la tradizione del Corpus Christi su croce, con particolare attenzione alla resa del cartiglio superiore e del teschio simbolico in basso.
Stato di conservazione: venduto. Informazioni tecniche: presenza di marchi e punzonature, secondo quanto indicato in scheda.
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Bibliografia
Costantino Bulgari, Argentieri, Gemmari e Orafi d'Italia, Roma parte prima, pag. 291 nr 858