La pisside in argento presenta attribuzione probabile a Giuseppe Gismondo Rosso e viene riferita a Palermo, databile tra il 1720 e il 1730. L’oggetto è realizzato con superficie liscia e profilo a corpo globulare schiacciato, impostato su ampio piede inciso a scanalature. La presa del coperchio è modellata a forma di croce, elemento ornamentale e funzionale alla manipolazione del coperchio. Le dimensioni indicate riportano un’altezza di circa 18 cm.
Il piede reca punzonature multiple, tra cui il punzone "APC47" associato a un’indicazione per Andrea Porzio Console oppure Antonino Perricone Console. Risultano inoltre il punzone dell’argentiere (indicazione parziale "(G?)GR") e il punzone dell’aquila coronata. Le caratteristiche formali, essenziali ma articolate dalla scanalatura del piede e dalla croce sul coperchio, conferiscono all’insieme un impianto sobrio e coerente con la lavorazione di argenteria sacra. Per quanto riguarda lo stato di conservazione, il lotto risulta segnato come "RESO"; non sono ulteriori dettagli specifici disponibili sui difetti o sulle condizioni di superficie.
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