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Giuseppe Giovara - Calamaio italiano in argento con dedica ad Alessandro Riberi, prima metà XIX secolo

Torino, prima metà XIX secolo

Altezza x larghezza x profondità: 19,5 x 30 x 19 cm. peso: 2318 gr.

Stima3500 € / 4500 €
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Attribuito a Giuseppe Giovara, calamaio in argento di forma rettangolare, Torino, prima metà XIX secolo. Il manufatto misura 19,5 x 30 x 19 cm (altezza x larghezza x profondità) e pesa 2318 g. La base è impostata su ricca decorazione a volute fogliate con quattro putti alati disposti agli angoli. Nella parte superiore sono presenti quattro alloggi: due contenitori circolari destinati all’inchiostro e due vani longitudinali per l’alloggiamento delle penne.

Al centro della composizione si colloca un busto maschile posto su basamento a plinto quadrato. Su un lato del basamento è raffigurato il bastone di Asclepio, simbolo di ascendenza greca associato alla medicina; sull’altro lato è presente una dedica incisa in latino. Il testo riporta: “EQ ALEXANDRO RIBERI CL V - IN PATRIO ATHENAEO PP - CVIVS OPERA A LETHALI MORBO - AD PRISTINAM CORPORIS INTEGRITATEM - INSPERATO EST RESTITVTVS - CAR BERAVDUS PRALORMI COMES - BENEFICIT MEMOR.”

Il calamaio risulta punzonato con il marchio di garanzia in uso a Torino, Regno di Sardegna, per i grossi lavori d’argento a 1° titolo (950/1000), databile dal 1824 al 1861, e con il marchio dell’argentiere Giuseppe Giovara. Secondo le note bibliografiche (cfr. A. Bargoni, Mastri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo, Torino, 1976, tav. XII e p. 15 e segg.), l’impronta del marchio sarebbe coerente con quello attribuito al Giovara (cfr. fig. G 105, p. 139). Stato di conservazione: buono, con normali usure e difetti commisurati all’epoca e all’uso nel tempo. Oggetto soggetto al Diritto di Seguito.

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Bibliografia

(cfr. A. Bargoni, Mastri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo, Torino, 1976, tav. XII e p. 15 e segg.).<br />Il marchio dell'argentiere, per quanto di difficile lettura sembrerebbe corrispondere a quello del Giuseppe Giovara, il cui marchio raffigura un'ellisse orizzontale racchiudente le iniziali G e G inframezzate da un'arpa. La sagoma dell'impronto rimasto, con le due lettere G separate da una figura triangolare, &egrave; infatti similare a quella del marchio riprodotto dal Bargoni come marchio depositato dal Giovara nel 1824 (cfr. Idem, cit. fig. G 105, p. 139).

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