Questo sonetto autografo, firmato da Giuseppe Gioachino Belli, risale al 18 febbraio 1838 ed è indirizzato all'amico Francesco Maria Piave. Presenta dimensioni di 200 x 137 mm ed è firmato in calce, con un'apparente qualifica di inedito.
Il contenuto dell'opera è arricchito da un aneddoto biografico, poiché Belli e Piave condividevano una profonda amicizia. Piave, noto librettista, utilizzava a volte versi scritti da Belli per rallegrare il suo amico. Il presente sonetto potrebbe essere legato a tali momenti di interscambio culturale e affettivo.
Il pezzo è in buono stato di conservazione, con una scrittura chiara e ben definita. Nella nota a margine della composizione, Belli fa riferimento a un sonetto italiano inedito, indicando così l'importanza dell'opera all'interno del suo repertorio letterario.