Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino, Studio di figura maschile con recipiente. Il foglio è eseguito in sanguigna su carta vergata e datato al 1610–1620. La composizione raffigura un giovane in avanzamento, colto nell’atto di sostenere con entrambe le mani un oggetto, verosimilmente un recipiente o un’offerta, senza inserimenti di contesto narrativo. La costruzione della figura procede mediante un segno rapido e sciolto, impostato come andamento continuo: l’insistenza grafica privilegia l’articolazione del corpo e la dinamica delle vesti, mentre le parti secondarie risultano definite in modo più sommario.
L’impostazione del gesto e la centralità del movimento trovano riscontro nella produzione grafica dell’artista, in particolare negli studi preparatori di figure singole impiegate come supporto progettuale per composizioni pittoriche più complesse. Sul verso del medesimo foglio è presente una stampa raffigurante L’Estate, derivata da Jacopo Bassano, con iscrizione “LVCAS FECIT”; l’incisione, appartenente a una serie romana delle Quattro Stagioni, è attribuita all’ambito della bottega romana di Philippe Thomassin e reca un terminus post quem compatibile con il periodo 1609–1611.
Le condizioni di conservazione presentano macchie di umidità. La provenienza risulta indicata come già collezione Hubert de Marignane (marchio di collezione, Lugt 5120) e successivamente già collezione Mathias Polakovits (marchio di collezione, Lugt 3561).