Realizzata tra il 1961 e il 1962, Composizione appartiene a un momento decisivo del percorso di Giulio Turcato, in cui la sua ricerca si apre verso un’idea di spazio non più concepito come semplice luogo pittorico, ma come campo energetico e percettivo. L'opera è eseguita in olio e tecnica mista su tela, con dimensioni di cm 100x49,5 e presenta una firma in basso a destra. Al retro si trovano cartigli delle gallerie Marlborough, Martano, Milano e Biasutti & Biasutti, testimoniando una significativa storia espositiva.
La tela si presenta come una distesa compatta e densa, animata da increspature e accensioni cromatiche che affiorano da una materia scura e corposa. I piccoli segni di colore, rossi e incandescenti, sembrano emergere da profondità telluriche o da una remota topografia celeste, evocando l’idea di una superficie cosmica che anticipa la serie delle Superfici Lunari. In Composizione, la pittura si fa territorio, pelle viva del mondo, campo di forze invisibili che Turcato traduce in ritmo visivo.
L'opera è in buono stato di conservazione, con una caduta di colore di circa 1 cm sul margine inferiore. Alla luce UV non si riscontrano tracce di restauro. L'autenticità è confermata da un documento fotografico dell'Archivio Giulio Turcato, registrato con il numero ML180202EZ02HA. Composizione rappresenta un momento di straordinaria sintesi tra sperimentazione formale e tensione ideale, tra scienza e poesia, tra la materia terrestre e l’infinito dello spazio.
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Pandolfini
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