Pubblicato a Roma nel 1723 da Antonio de' Rossi, quest'opera in 16° comprende 246 pagine, ed è arricchita da una tavola incisa su rame raffigurante strumenti chirurgici. Girolamo Marini, rilevante figura della scuola empirica preciana, fornisce un'analisi sulle operazioni di litotomia vescicale e chirurgia oculistica.
Il volume presenta segni di usura, con la mancanza di 12 carte danneggiate da acido e della parte inferiore della tavola. La legatura è coeva in piena pergamena con titolo calligrafico. Quest'opera è considerata estremamente rara, testimoniando la tradizione chirurgica di un'epoca in cui la trasmissione delle conoscenze avveniva principalmente attraverso la pratica diretta e l'esperienza.
Si evidenzia pertanto l'importanza storica e culturale di questo lavoro, non solo come trattato tecnico, ma anche come documento rappresentativo della disciplina medica nel XVII e XVIII secolo.