Ristampa del Decameron, curata da Paolo Rolli nel 1725, basata sull'edizione Giuntina del 1527, considerata un'opera di riferimento del canone boccacciano. Questa edizione, nota anche come "ventisettana", rappresenta un simbolo della libertà della Repubblica fiorentina.
Volume in 4° grande, contenente un ritratto inciso in rame e un doppio frontespizio, con elementi tipografici distintivi che rivelano la sua storia editoriale. Presenta iniziali xilografiche, legatura coeva in marocchino decorata con cornici dorate e titolo su tassello rosso al dorso. Nonostante lievi difetti, le condizioni generali del volume si possono considerare accettabili.
Il volume è collegato con le opere di Leopardi, Petrarca e Tasso, tutte legate in pelle con decorazioni in oro al dorso. Le condizioni di questi testi presentano segni di usura ma conservano un certo valore storico e bibliografico.