Opera di Giovanni Battista Modio, datata 1740, presentata in prima edizione, questo raro trattato analizza la natura delle acque, con particolare attenzione al fiume Tevere. In questa opera, l'autore, medico e filosofo calabrese, sottolinea l'insalubrità delle acque romane e accusa le cattive condizioni degli acquedotti, contraddicendo la comune convinzione sulla potabilità delle acque del Tevere.
Il volume è caratterizzato da una legatura coeva in pergamena, con un titolo manoscritto al dorso. Presenta un frontespizio ben decorato con una marca tipografica e iniziali xilografiche. Le pagine rivelano un esemplare in barbe, con leggibili fioriture sporadiche e alcune carte leggermente brunite, segno del passare del tempo. Il frontespizio porta l'ex libris e una dedica al cardinale Ranuccio Farnese.
Questa edizione costituisce una testimonianza importante del pensiero medico e filosofico del XVIII secolo, evidenziando l'attenzione ai temi della salute pubblica e della qualità dell'ambiente.