![Libri a Stampa dal XV al XIX Secolo [parte II]](https://www.gonnelli.it/uploads/auctions/146-copertina_CATALOGO_46_2.jpg)

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<p>«C'era una volta... — Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori. — No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno». Con il primo numero del <em>Giornale per i bambini </em>vide la luce <em>La storia di un burattino</em> di Carlo Collodi, suddivisa in 30 capitoli usciti in 26 numeri dal 7 luglio 1881 al 25 gennaio 1883. Il <em>Giornale per i bambini </em>è il primo periodico italiano destinato ai piccoli lettori, e venne pubblicato a partire dal luglio 1881 sotto la direzione di Ferdinando Martini, coadiuvato da Guido Biagi, annoverando fra i suoi collaboratori alcuni dei più apprezzati scrittori del tempo: Ida Baccini, Adolfo Bartoli, Luigi Capuana, Livia Capurro, Gabriele d'Annunzio, Giuseppe Giacosa e molti altri, ma soprattutto Collodi - che dall' '83 ne divenne anche il direttore; qui egli pubblicò la prima versione del suo celebre <em>Pinocchio</em>, «capolavoro immortale della letteratura dei ragazzi di ogni paese e di ogni lingua» (<em>Collez. Zannerini </em>1). Racconta il <span style="font-variant: small-caps;">Parenti</span>, <em>Rarità bibliografiche </em>138-140 che Collodi iniziò la stesura del suo romanzo per bambini a seguito dell'insistenza del Biagi, a cui scriveva inviando le prime 4 cartelle della <em>Storia di un burattino</em>: «Ti mando questa bambinata, fanne quel che ti pare, ma se la stampi, pagamela bene per farmi venir voglia di continuare». E in effetti la scarsa affezione iniziale dell'Autore per la sua storia ben traspare dall'intermittenza e dalle lunghe pause con cui apparivano le varie puntate, per di più accompagnate da figure di repertorio. Probabilmente senza le insistenze dei piccoli lettori, che iniziarono a inviare le loro letterine al <em>Giornale </em>e che in parte furono pubblicate nella rubrica 'La posta dei bambini', <em>Pinocchio </em>si sarebbe interrotto al XIV capitolo, nell'ottobre 1881. Invece nel marzo dell'anno successivo ricomparvero le avventure del burattino, questa volta anche con illustrazioni appositamente per la storia dal pittore Ugo Fleres, e seppur all'inizio con qualche interruzione «ripresa la penna, volò d'un fiato verso la conclusione: nel n. 4 dell'anno III, Pinocchio diventerà un bambino» (<span style="font-variant: small-caps;">Parenti</span> 147).</p>