Libri & Grafica
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2 lug 2018 - 4 lug 2018
911410

91

Giornale per i Bambini.

Base Asta2000 €
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6 Annate in 5 Volumi In-4° (MM 290x205). dal N. 1 Dell'anno i (7 Luglio 1881) al N. 4 Dell'anno Vi (28 Gennaio 1886). 239 Fascicoli (rispettivamente 26, 52, 52, 52, 53 e 4) di 16 Pagine Ciascuno, con 3 Tavole a Colori Fuori Testo nel Primo Volume. Migliaia di Illustrazioni, Alcune Anche a Piena Pagina. Buon Esemplare, con Lievi Bruniture Sparse, Strappi Maldestramente Riparati a 6 Carte dei Primi 4 Volumi, Qualche Strappetto Marginale e Qualche Lieve Macchia; Difetti Maggiori al Quinto Volume, con Strappi Maldestramente Riparati a 5 Carte e Non Riparati a 2, Margini Ricostruiti in Diversa Misura a 4 Carte. Legatura Moderna in Mezza Pelle Verde con Punte e Piatti Marmorizzati, Titoli Impressi in Oro su Tasselli al Dorso.

Bibliografia

<p>&laquo;C'era una volta... &mdash; Un re! &mdash; diranno subito i miei piccoli lettori. &mdash; No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno&raquo;. Con il primo numero del <em>Giornale per i bambini </em>vide la luce <em>La storia di un burattino</em> di Carlo Collodi, suddivisa in 30 capitoli usciti in 26 numeri dal 7 luglio 1881 al 25 gennaio 1883. Il <em>Giornale per i bambini </em>&egrave; il primo periodico italiano destinato ai piccoli lettori, e venne pubblicato a partire dal luglio 1881 sotto la direzione di Ferdinando Martini, coadiuvato da Guido Biagi, annoverando fra i suoi collaboratori alcuni dei pi&ugrave; apprezzati scrittori del tempo: Ida Baccini, Adolfo Bartoli, Luigi Capuana, Livia Capurro, Gabriele d'Annunzio, Giuseppe Giacosa e molti altri, ma soprattutto Collodi - che dall' '83 ne divenne anche il direttore; qui egli pubblic&ograve; la prima versione del suo celebre <em>Pinocchio</em>, &laquo;capolavoro immortale della letteratura dei ragazzi di ogni paese e di ogni lingua&raquo; (<em>Collez. Zannerini </em>1). Racconta il <span style="font-variant: small-caps;">Parenti</span>, <em>Rarit&agrave; bibliografiche </em>138-140 che Collodi inizi&ograve; la stesura del suo romanzo per bambini a seguito dell'insistenza del Biagi, a cui scriveva inviando le prime 4 cartelle della <em>Storia di un burattino</em>: &laquo;Ti mando questa bambinata, fanne quel che ti pare, ma se la stampi, pagamela bene per farmi venir voglia di continuare&raquo;. E in effetti la scarsa affezione iniziale dell'Autore per la sua storia ben traspare dall'intermittenza e dalle lunghe pause con cui apparivano le varie puntate, per di pi&ugrave; accompagnate da figure di repertorio. Probabilmente senza le insistenze dei piccoli lettori, che iniziarono a inviare le loro letterine al <em>Giornale </em>e che in parte furono pubblicate nella rubrica 'La posta dei bambini', <em>Pinocchio </em>si sarebbe interrotto al XIV capitolo, nell'ottobre 1881. Invece nel marzo dell'anno successivo ricomparvero le avventure del burattino, questa volta anche con illustrazioni&nbsp;appositamente per la storia dal pittore Ugo Fleres, e seppur all'inizio con qualche interruzione &laquo;ripresa la penna, vol&ograve; d'un fiato verso la conclusione: nel n. 4 dell'anno III, Pinocchio diventer&agrave; un bambino&raquo; (<span style="font-variant: small-caps;">Parenti</span>&nbsp;147).</p>

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