Venezia, G. Giolito, 1561. In 4°. Seconda edizione della traduzione di M. Lodovico Dolce dell'opera del cronista spagnolo Pedro Mexia, editore del XVI secolo. Il volume, caratterizzato da due opere in un unico volume, possiede un proprio frontespizio per ciascuna opera. Il frontespizio è decorato con una grande marca tipografica, mentre alla fine presenta una piena pagina, entrambe in formati differenti. Gli interni contengono testatine e capilettera xilografici decorati. Il frontespizio presenta un rinforzo al margine inferiore, e sono rinvenibili segnature di mano antica, oltre a fioriture e macchie di umidità, segni di un utilizzo storico. La legatura, in pergamena del secolo XVIII, si distingue per il dorso a cinque nervi e un tassello in pelle riportante autore e titolo. Si notano piccoli fori di tarlo al dorso, che ne attestano la storicità. Al contropiatto è presente una nota manoscritta concernente Conti Capponi e timbri di appartenenza sul frontespizio, arricchendo così la provenienza e il valore bibliografico dell'opera.