Opera originale di Gianni De Luca, datata 1950, realizzata con tecnica a matita e china su cartoncino, avente dimensioni di 50 x 55 cm. L'opera, concepita per la tavola 16 del volume 'Il tempio delle genti', è stata pubblicata per la prima volta sul periodico Il Vittorioso n. 42 nel 1950.
L'uso del chiaroscuro è particolarmente significativo, riflettendo le fasi iniziali dell'autore, prima che De Luca evolvesse verso un linguaggio grafico caratterizzato da una linea chiara e dall'impiego di un'interpretazione espressionista del pointillisme. Sul retro, l'opera presenta un'acquerellatura, segno della sua complessità espressiva.
È importante notare la presenza di pieghe, che hanno influenzato la conservazione dell'opera, ma non detraggono dal valore artistico della stessa.