L'opera è attribuita a Gianni Bertini (1922 - 2010) e datata 1959. Si tratta di un olio su tela di notevoli dimensioni, misurando cm 125x150. L'autore, originario di Pisa e attivo nel contesto dell'arte moderna e contemporanea, impiega nel suo lavoro una sintesi di forme e colori che evoca un'atmosfera di profonda introspezione.
Dal punto di vista stilistico, l'opera rivela l'influenza delle avanguardie artistiche del Novecento, caratterizzandosi per l'uso audace del colore e l'esplorazione di forme astratte. Tale approccio contribuisce a una lettura dinamica e coinvolgente, che invita l'osservatore a una riflessione personale sul contenuto visivo e le emozioni suscitate.
L'opera è firmata e datata in basso a destra "G. Bertini '59" e al verso "Gianni Bertini 1959", confermando l'autenticità dell'attribuzione. La provenienza è da una collezione privata, garantendo così una tracciabilità storica e di valore. Lo stato di conservazione dell'opera è conforme agli standard, presentando segni normali del tempo.