Opera attribuita a Gianni Bertini, realizzata nel 1956, eseguita con tecnica di china e tempera su carta, presentata in dimensioni di cm 36,5x50,5.
L'opera si distingue per il suo linguaggio visivo incisivo e per l'uso accattivante del colore, riproducendo strutture formali e spaziali che invitano a una riflessione profonda. Bertini, riconosciuto per la sua capacità di combinare elementi astratti e figurativi, crea un'atmosfera immersiva e contemplativa.
L'opera è accompagnata da un'autentica rilasciata dall'Associazione Gianni Bertini, attestante la firma di Thierry Bertini. È stata esposta presso la Fondazione Mudima di Milano nel 2019. La sua condizione è ottimale, con firma e data apposte sia sul fronte che sul retro dell'opera.
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Bibliografia
AA.VV. "Gianni Bertini. Espaces Imaginaires. Carte segrete degli anni Cinquante e Sessanta", Prearo Editore, Milano 2018, pp. 46-47, ill.